La Sardegna che non ti aspetti – Sinis e Sulcis

Mi capita molto spesso di partire per le vacanze con delle aspettative e tornare a casa meravigliata di come siano state ampiamente superate.
Succede quasi sempre, e anche questa volta è andata così. La Sardegna mi ha stupito di nuovo.
Vorrei quindi raccontarvi come sono trascorsi i 10 giorni di vacanza in una parte meno famosa della Sardegna, il Sinis e il Sulcis-Iglesiente.

Il viaggio è stato diviso in due parti, la prima con base a Oristano, la seconda con base a Gonnesa, a pochi minuti da Iglesias.

L’idea era quella di girare le varie spiagge della costa ovest ed esplorare un po’ l’entroterra.

Atterrati a Cagliari siamo subito partiti alla volta di Oristano dove abbiamo alloggiato in una casetta a due passi dal centro, di fianco al Parco della Resistenza, un bel parco giochi attrezzato per grandi e piccoli, con addirittura il laghetto con le anatre.
Da qui è facile raggiungere le principali spiagge sulla costa del Sinis, dal Golfo di Oristano in su:

  • San Giovanni di Sinis, estesa e sabbiosa, con alcuni chioschi sul mare ma totalmente libera.
  • Torre Grande, più organizzata con piccoli stabilimenti e chioschi sulla spiaggia, ma meno entusiasmante. Da notare però la presenza di un parco giochi sul lungomare.
  • Is Arutas, spettacolare, dai caratteristici chicchi di riso al posto della sabbia, con un mare meraviglioso. Non attrezzata.
  • Putzu Idu, sabbia bianca e fine, poco attrezzata ma adatta anche ai disabili.
  • Maimoni, decisamente non adatta ai bambini ma molto scenografica, sabbia a granelli grossi e spiaggia raggiungibile dopo un bel pezzo di strada sterrata in mezzo al nulla.

Con l’eccezione di Torre Grande, tutte queste località hanno principalmente spiagge libere e corte. Il parcheggio è sempre a pagamento con importi variabili intorno ai 4€ per la mezza giornata, 7-8€ per la giornata intera.
C’è sempre almeno un ristorante/bar vicino alla spiaggia per fermarsi a pranzo e il mare è adatto ai bambini perché il fondale è basso per molti metri dalla riva. L’unica dove non tornerei con A. è proprio Maimoni.

Nell’entroterra abbiamo visitato oltre al centro di Oristano, il Museo di Cabras, dedicato ai siti nuragici dei dintorni, con reperti rilevanti, come le statue dei guerrieri.
Il primo giorno in terra sarda il meteo non è stato clemente con noi e ci ha spinto fino ad Orgosolo, nei dintorni di Nuoro.

Consiglio di cuore una visita a questo borgo, caratterizzato da più di 200 murales che ornano i muri delle abitazioni, in cui si raccontano i principali avvenimenti storici/sociali italiani e non, ma anche la protesta per le condizioni della popolazione locale a partire dagli anni ’70.

Nella zona di Iglesias invece, il paesaggio cambia completamente e lascia il posto alle miniere.

Anche qui abbiamo avuto occasione di alternare spiaggia e cultura, alla scoperta di luoghi meravigliosi.
Partiamo dalle spiagge, tutte adatte ai bambini, con sabbia di diversa natura e dimensione a seconda del luogo, ma con la costante di un mare meravigliosamente blu.

  • Fontanamare e Plage Mesu, entrambe con zone libere e attrezzate, spiagge ampie e mare con una graduale discesa. Le ho trovate molto adatte anche ai bambini.
  • Più a sud, Porto Pino, con un lato molto attrezzato e uno decisamente più selvaggio dove si trovano le caratteristiche dune di sabbia bianchissima.
  • Cala Domestica, una spiaggia di sabbia fine incuneata tra i monti, a cui si giunge con una mezz’oretta di strada tortuosa e ripida. Qui la spiaggia è prevalentemente libera, ma è presente un piccolo baracchino in cui noleggiare ombrelloni e sdraio, oltre che pranzare discretamente bene. La spiaggia si raggiunge con una lunga passerella dal parcheggio.

Non solo spiaggia abbiamo detto, ma tanta tanta miniera.

In primis a Carbonia, ma va?, dove merita una visita il Museo del Carbone della Grande Miniera di Serbariu. Si entra con una visita guidata ogni ora, con eccezione della pausa pranzo, dalle 12 alle 14. La guida vi porta a vedere una sala argani davanti a dei pozzi e poi giù nella miniera. Si può poi liberamente passeggiare all’interno e all’esterno del Museo per esplorare in tranquillità quel che rimane della miniera.

Altra meta da non perdere assolutamente è Porto Flavia, un capolavoro di ingegneria come pochi al mondo. Anche in questo caso la visita è guidata e parte ogni ora. Si può prenotare online con minimo 24 ore di anticipo. In tal caso vi consiglio di recarvi in zona per tempo, perché la difficoltà sta nel trovare un posto dove lasciare l’auto. Dovrete infatti salire per una strada sterrata e sperare di trovare posto, altrimenti a piedi potrebbe volerci una ventina di minuti.
Porto Flavia non è una miniera ma un porto mercantile scavato nella montagna. Impossibile da descrivere a parole, va visitato. A metà del percorso si arriva in un piccolo “terrazzo” a picco sul mare, da cui si può ammirare il Pan di Zucchero.
Mentre ero in viaggio, una ragazza su Instagram mi ha consigliato di vedere anche la Laveria Lamarmora e devo dire che aveva ragione. Si tratta di una costruzione, anch’essa a picco sul mare, in cui veniva lavorato il materiale estratto dalle miniere, separando l’inerte dal materiale pregiato.

La struttura è diroccata, ma molto suggestiva e i colori creano con il mare un bellissimo contrasto. Vi si arriva in due modi: tramite una scalinata di circa 300 gradini o con una passeggiata su strada sterrata più dolce, entrambe partono dal parcheggio in centro a Nebida.
La risalita sotto il sole e con la bimba in spalle è stata impegnativa ma merita assolutamente.
Altra meta, sempre culturale ma non a tema miniera è il Tempio di Antas a Fluminimaggiore. Vi ritroverete in un oasi di pace immersa nel verde e sorprendentemente organizzata.

Qui infatti non troverete solo i resti di un tempio punico e romano, ma anche un villaggio nuragico, una quercia secolare, e molto altro. All’ingresso della struttura è presente anche un chiosco dove poter fare merenda o un pranzo semplice con prodotti locali.
Io sono rimasta piacevolmente sorpresa da questo luogo, che si visita in autonomia in meno di mezza giornata.

Infine una visita, magari in serata al centro di Iglesias è una buona idea, è un piccola città ma con angoli suggestivi e caratteristici.
Durante l’estate, il venerdì sera il centro viene chiuso al traffico e sono organizzati molti eventi.

Nel corso della nostra vacanza abbiamo alloggiato in due appartamenti, come ultimamente facciamo, tramite AirBnb e mi sento di consigliarvi caldamente il posto dove siamo stati a Gonnesa per la qualità dell’alloggio e la cortesia dei proprietari. Lo trovate qui.

*** Kids Tips ***

Contrariamente a quanto si crede, andare in Sardegna con bambini anche piccoli non vuol dire necessariamente villaggi turistici.
Con un po’ di accortezza e organizzazione si può trascorrere una bellissima vacanza anche nelle zone più selvagge dell’isola.
Noi eravamo attrezzati con una tenda per la spiaggia per ripararci dal sole (non è la 2 seconds di Decathlon) ma questa qui.
Spesso le case in affitto mettono a disposizione un ombrellone qualora non si sia attrezzati in tal senso e noi talvolta l’abbiamo utilizzato.
Trascorrevamo la mattina in spiaggia e all’ora di pranzo ci spostavamo per mangiare, che fosse a casa, un pranzo al sacco in un parco giochi o in un ristorante, in modo da evitare le ore più calde sotto il sole.
Il pomeriggio invece era dedicato alla parte culturale del viaggio, anche in questo caso riuscivamo ad evitare il solleone ed eventualmente tornavamo in spiaggia sul tardi.
Tutti i ristoranti in cui siamo stati erano attrezzati con il seggiolone e spesso anche con un menu dedicato ai bambini, anche se i piatti della tradizione locale sono a mio avviso adatti a tutti.
Importante è andare in spiaggia attrezzati con merenda, acqua e un sacchetto per i rifiuti, perché non sempre troverete spiagge attrezzate.
Il mare sulla costa ovest è quasi sempre adatto alla balneazione anche dei più piccoli, poiché scende con molta gradualità.
Tutte le persone che abbiamo incontrato sulla nostra strada si sono sempre mostrate estremamente disponibili nei confronti dei bambini e pronti a venirci incontro in caso di necessità. Direi quasi al pari degli americani.

Questa è la prima volta che torno nello stesso posto (o quasi) per le vacanze, ma devo dire che veramente la Sardegna ha mari paragonabili a quelli che si possono trovare dall’altra parte del mondo. Spettacolari.
A presto!

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