Parliamo ancora di plastica…

Sapete che il tema dei rifiuti, dell’inquinamento e dello spreco mi sta molto a cuore.

La mia formazione e la mia professione mi portano inevitabilmente a considerare questi temi con occhio critico, senza lasciarmi trasportare dal pensiero comune.

Tutti saprete ormai che da Gennaio 2018 in Italia le borse di plastica in materiale ultraleggero non possono essere distribuite a titolo gratuito e deve essere evidenziato il prezzo di vendita.
La questione in realtà è più complessa del centesimo pagato separatamente dalla merce acquistata (se volete chiarirvi le idee consiglio la lettura di questo articolo de Il Sole 24 ore).

Da qui si è sollevato un polverone sulla plastica, sull’inquinamento e sui rifiuti e in rete sono fioriti consigli e idee per ridurre il consumo di plastica.
Lodevole iniziativa, se non fosse per un piccolissimo particolare: il 99% dei consigli che ho sentito/letto prendeva in considerazione solamente la riduzione del consumo di plastica, senza valutare l’impatto che la scelta alternativa ha sull’ambiente.

Esempi? Eccoli:

1. Non consumo l’acqua in bottiglia ma prendo quella con il vetro a rendere che mi porta a casa settimanalmente il corriere.
Risultato positivo: produco meno rifiuti.
Effetto collaterale: il vetro pesa più della plastica – te lo ricordi? –  il corriere consuma più carburante per portarmi l’acqua avanti e indietro

2. Non compro più le capsule di caffè in plastica / o in alluminio perché ne ho trovate di compostabili
Risultato positivo: riduco la quantità di rifiuto indifferenziato (ricordiamo che Nespresso fa la raccolta differenziata dedicata alle capsule in alluminio che è assolutamente riciclabile!)
Effetto collaterale: le capsule compostabili sono incartate singolarmente in un involucro di plastica. Siamo al punto di partenza.

Questo perché ogni volta che si pensa alla sostituzione della plastica nella vita quotidiana bisogna valutare l’intero impatto ambientale della sostituzione e non il mero accumulo di rifiuti nel nostro bidone della raccolta differenziata.
Quello che certamente possiamo fare è evitare di utilizzare la plastica usa e getta, come bicchieri, bottiglie, stoviglie in generale ma preferire oggetti riutilizzabili. Invece di avvolgere gli avanzi della cena in metri di pellicola trasparente travasiamoli in un contenitore riutilizzabile, per esempio – che poi sia di plastica anche quello…

Quello a cui però nemmeno io avevo pensato prima di qualche giorno fa è come la plastica può aiutare a ridurre altri tipi di sprechi, soprattutto in campo alimentare, poiché il suo utilizzo aiuta a prevenire il veloce deperimento di frutta e verdura, per esempio: pensateci, quante volte davanti ad un cesto di ortaggi al supermercato avete scartato un pezzo perché “rovinato”?
Io tante, lo ammetto.

E ad oggi nel supermercato in cui faccio la spesa, frutta e verdura non vengono vendute sfuse, ma già preconfezionate. Il risultato è che non andranno al macero quintali di ortaggi danneggiati che nessuno compra.
Questa e altre informazioni le ho trovate su una rivista del settore, il numero di gennaio 2018 di Plast.

Spero con questo primo post di avervi stimolato a riflettere e a inziare a considerare a livello globale l’effetto delle nostre azioni, quando decidiamo di intraprendere uno stile di vita o un’abitudine che a noi sembra più sostenibile.
Come quando sento dire che chi usa l’auto elettrica non inquina…

Se ti appassiona l’argomento, ho scritto altri post sul tema e li puoi trovare qui.

A presto!

2 Comments

  1. Bell’articolo, come sempre.
    Una cosa su cui mi ha fatto riflettere una mia amica è l’impatto ambientale in campo beauty: i campioncini. Certo, sono utili per provare nuovi prodotti ecc ma davvero non possiamo farne a meno?

    1. Ecco un altro esempio molto vicino ai nostri usi, soprattutto quando ogni campioncino è dentro una confezione di plastica, a sua volta in una di carta ecc…

      ideepensharing

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