Viaggiare con i bambini 0-1 anno

Da quando più di un anno fa le persone intorno a me hanno saputo che sarei diventata mamma, la frase più ricorrente è stata: “ah adesso vi dovrete dare una calmata con tutti quei viaggi!”
Se avessi avuto un euro per ogni volta che ho sentito questa frase, potrei tranquillamente fare il giro intorno al mondo senza intaccare i nostri risparmi. Ma ahimè, mi devo accontentare di pensare a quando quel viaggio lo potrò fare veramente pagandolo di tasca mia.
La verità è che nel pensiero comune, viaggiare con i bambini sia molto difficile, se non impossibile.
C’è del vero in questo pensiero, ma la frase corretta è “viaggiare con i bambini è diverso, ma assolutamente fattibile”.

Tant’è che la piccola A. sta per ricevere il suo primo passaporto e non vedo l’ora di usarlo.
Oggi vorrei raccontarvi la mia esperienza in questo primo anno – perché sì ormai manca poco ed è un anno – di mamma viaggiatrice.

Non ho mai abbandonato l’idea di viaggiare, e anzi sono convinta che sia un grande stimolo anche per i più piccoli, oltre che una grande opportunità.
Seguendo il blog avrete visto che non ci siamo fatti mancare delle belle vacanze quest anno. (ModenaToscanaTrentinoNapoli)

Passiamo al sodo però, cosa cambia nel viaggiare con i bambini al di sotto di un anno?

La grande distinzione è tra bambini da 0-6 mesi e bambini più grandi.
Finché A. era piccolina non aveva grande capacità di interazione con l’ambiente circostante e i tempi erano dettati quasi esclusivamente dai suoi pasti. Non c’era la necessità di ritagliare dei momenti in cui farle fare qualcosa di specifico, ma qualche sonaglio nella carrozzina era più che sufficiente per intrattenerla.
Noi abbiamo sempre girato con carrozzina/passeggino portando anche la fascia o il marsupio, sia per i momenti più difficili, sia per superare gli ostacoli fisici nella visita ad alcune tappe dei nostri viaggi, come le miniere o le passeggiate in montagna.

Anche per quanto riguarda l’attrezzatura, non è vero che bisogna partire con un arsenale: spesso sono più le cose di cui noi pensiamo di aver bisogno rispetto a quelle veramente necessarie. Nella maggior parte dei casi è sufficiente una buona organizzazione e pianificazione del viaggio. Ma di questo parleremo prossimamente…

Negli ultimi mesi invece la sua interazione con il mondo circostante è molto alta e non basta più fermarsi solo per mangiare e girare tranquilli “tanto dorme nel passeggino”. Diventa necessario prevedere dei momenti in cui anche lei possa sfogarsi e giocare, come un parco giochi, una ludoteca, o anche solo un breve rientro a casa per giocare sul pavimento e gattonare un po’.

Rispetto ad un viaggio in coppia quindi i tempi sono più dilatati, gli orari dei pasti sono più vincolanti e bisogna sfruttare i momenti di sonno per quelle attività che altrimenti risulterebbero noiose, come visite a musei o simili.
La mattina in viaggio noi ci siamo sempre alzati presto per cui non è stato difficile modificare questa abitudine, ma il consiglio è di uscire il prima possibile dopo la sveglia per sfruttare il momento in cui o bambini sono più tranquilli per gli spostamenti.

Spesso anche le abitudini serali si modificano, soprattutto nei mesi freddi – noi per esempio facevamo il tour fotografico notturno spesso anche fino a tardi – ora non più. Mentre d’estate le temperature permettono di passeggiare anche la sera e di far dormire i bambini sui passeggini, durante l’inverno, per esempio nell’ultimo viaggio a Napoli, abbiamo preferito rientrare a casa dopo cena per evitare di prendere troppo freddo e mettere a letto A. al suo solito orario.

Una grande differenza di cui non ho parlato se non tra le righe, riguarda l’alloggio: è preferibile cercare un appartamento piuttosto che un albergo, per avere la libertà di muoversi e di far giocare i bambini senza problemi. Inoltre la presenza di una piccola cucina torna sempre utile quando si tratta di preparare biberon e pasti dedicati ai più piccoli.

Questo vuol essere il primo di una serie di post dedicati ai bambini in viaggio, seguirà il fantomatico tema bagagli con i consigli per non portarsi dietro la casa.
Piccolo spoiler: anche a Napoli siamo andati con solo il bagaglio a mano 😉

Mamme e papà alla lettura, sono curiosa di sapere cosa ne pensate voi? Siete viaggiatori o temete gli spostamenti con i vostri bambini?
A presto!

Link ai post dei nostri viaggi in tre:
Un weekend lungo a Modena – età 3 mesi
Due settimane tra mare e città in Maremma – età 5 mesi
Una settimana in montagna – età 6 mesi
Un weekend lungo a Napoli – età 10 mesi

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