Di moda e necessità – parte 2

Immagino che molti dopo aver letto il post della scorsa settimana, e magari dopo aver raccolto qualche informazione in più consultando le fonti e i riferimenti che vi avevo lasciato si saranno chiesti: “e adesso dove compro i vestiti?”

La risposta a questa domanda è molto lunga, ma partiamo prima con un’altra domanda: ho davvero bisogno di altri vestiti?

La stagione calda è ormai ufficialmente iniziata e credo che tutti abbiamo già fatto il cambio armadio. No non tutti, avete ragione, M. ha ancora i maglioni di lana insieme alle polo -.-

Guardando il nostro armadio, quanti outfit riusciamo a creare con gli abiti che abbiamo già? I colori sono abbinabili tra loro? I capi si adattano bene al nostro stile di vita? Se la risposta è sì, forse non abbiamo bisogno di altri vestiti.

Ma se proprio abbiamo bisogno di qualcosa possiamo seguire alcuni accorgimenti:

– sorelle, mamme, zie potrebbero avere nell’armadio il capo che stiamo cercando e magari non lo usano più

– rimodernando uno dei capi che abbiamo già possiamo ottenerne uno nuovo, possiamo farlo noi se siamo capaci o chiedere aiuto a chi ha dimestichezza con ago e filo

– cercare negozi di artigiani, piccole botteghe o concept store che sappiano dirci da dove vengono i nostri abiti. Costeranno certamente di più, ma avremo la garanzia di sapere la storia dei nostri abiti e di indossare abiti di qualità che ci dureranno più a lungo. A Verona le realtà sono molte fortunatamente, ma spesso è possibile trovare artigiani che vendono soprattutto online.

Ve ne cito alcuni:

– Filo Timo – abiti in fibre vegetali

– Progetto Quid – capi artigianali con risvolto etico

– Filu Filu – borse in pelle fatte a mano

– Lazzari – famosissimo ormai per le sue fantasie pazze e il suo taglio molto bon ton.

– Bianco Cuore – un concept store molto bon ton con pochi e selezionati capi, ma uno più bello dell’altro.

Vi consiglio di guardare su youtube i video denominati “haulternative” dove potrete trovare molta ispirazione per i prossimi acquisti. Spero di avervi dato dei suggerimenti utili!

A presto!

4 Comments

  1. Ricordo di aver visto e letto molto sull’argomento “moda etica”.
    Grandi marchi, catene in franchising, praticamente ogni cosa che si trova è potenzialmente a rischio…Qualcuno si sta muovendo positivamente in questo senso, garantendo controlli, lavoro retribuito (per davvero, non con gli spiccioli), condizioni di sicurezza e l’abbandono del lavoro minorile, certo di strada ce n’è ancora molta da fare, ma la consapevolezza sembra essere maggiore, speriamo che si possa raggiungere presto una filiera controllata che ci permetta di scegliere anche prodotti a basso costo, senza dover rinunciare al rispetto.

    1. Fortunatamente qualcosa si sta muovendo e anche chi produce in paesi del sud est asiatico sta iniziando a capire l’importanza del lavoro e della sicurezza. C’è ancora molto da fare, ma bisogna che ognuno nel suo piccolo faccia le scelte corrette. E poi forse un giorno potremo tornare ad acquistare anche nelle grandi catene consapevoli che nessuno ha perso la vita per la nostra maglietta da 5€.

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