Organizzazione: etichettatrice Brother PT-H100R P-touch

Arrivata a sorpresa per Santa Lucia, mai e poi mai avrei pensato di riceverla senza nemmeno nominarla “per sbaglio”, da un anno è la mia fedele alleata nei raptus di organizzazione casalinga: sto ovviamente parlando dell’etichettatrice PT-H100R di Brother.

Fin da bambina sono sempre stata affascinata dalle Dymo, dalle plastificatrici, da quegli aggeggi che rendevano adesivi i disegni…Ho sempre messo etichette dappertutto, scatole, scatoline, barattoli, raccoglitori. Etichette in ogni dove.

Quindi immaginatevi quale furia etichettatrice si è scatenata quando l’ho ricevuta. Per fortuna che viene venduta con una ricarica base inclusa, altrimenti sarebbe stato terribile dover aspettare di acquistare una ricarica di nastro per poter fare delle prove e dare il via alla catalogazione di ogni oggetto presente in casa.

Mi dicono che Santa Lucia – ringalluzzita di aver trovato un regalo a sorpresa così gradito – si sia in parte pentita. Ha rischiato più volte di trovarsi un’etichetta in fronte con il suo nome, qualifica, peso ed altezza.

Perché ve ne parlo solo ora, dopo più di un anno di utilizzo? Volevo essere sicura della sua utilità e volevo testarla per bene, anche con le ricariche compatibili e con supporti diversi tra loro. Sapete che qui le cose o si fanno bene o si fa a meno.

Cosa possiamo fare con l’etichettatrice, in particolare con questo modello PT-H100R P-touch? Realizzare etichette, ovviamente, ma scegliendo la dimensione del carattere, aggiungendo molti caratteri speciali e icone per personalizzare ancora di più le etichette, scegliendo la lunghezza dell’etichetta ecc. Il vantaggio rispetto ad una etichettatrice classica è proprio questo, la personalizzazione. Ci sono infatti delle icone, degli emoticons, delle decorazioni con cui possiamo abbellire e impreziosire le nostre etichette.

etichettatrice_brother
Esempi di stampa su due diversi nastri e la lista completa delle icone disponibili

Ovviamente un ulteriore grado di personalizzazione è dato dal tipo di nastro che scegliamo per la stampa, il classico bianco con scritte nere, o su sfondo colorato, o perfino su una base di stoffa che possiamo utilizzare per gli abiti e i tessuti.
Quest’ultimo in particolare risulta utile per chi ha bambini che vanno all’asilo per applicare il nome su vestiti, sacchettini, varie ed eventuali. Le etichette stampate su tessuto possono essere quindi personalizzate al massimo, sono piccole e discrete, e resistenti ai lavaggi.

Come tutte le stampanti, spesso il problema è reperire le cartucce o le ricariche ad un prezzo onesto. Io ho voluto provare delle ricariche compatibili per i nastri bianchi con inchiostro nero e devo dire che non ho notato differenze nella resa della stampa, né nella capacita adesiva. Per quanto riguarda le ricariche dei nastri in tessuto invece ho mantenuto la ricarica originale Brother, nonostante il costo, perché di più difficile reperibilità, anche su Amazon.

So che probabilmente questo post genererà un’improvvisa smania di acquisto…non credo di poter dire nulla a mia discolpa 🙂
Spero di esservi stata utile e se avete dubbi o domande in merito a questo meraviglioso aggeggio infernale, sarò felice di rispondervi nei commenti!
A presto!

6 Comments

  1. Io sono a favore dei test veri e completi, in fin dei conti se non si condivide una esperienza reale applicandoci magari anche qualche variabile, l’utilità che potrebbe avere nei confronti di chi legge sarebbe davvero minima.
    Vuoi mettere la differenza tra “Ho comprato una etichettatrice, fa le etichette.” e “ho comprato una etichettatrice che funziona bene sia con i nastri originali che compatibili, che ha una buona resistenza ad usura e lavaggi in caso di stampa su cotone etc etc.”?
    🙂

  2. mantra del giorno
    “nonladevocomprarenonladevocomprarenonladevocomprarenonladevocomprare”….
    già ricordo che l’avevo adorata quando ce l’avevi fatta vedere….poi rossa!!! love!!!
    (tutto quello che è cancelleria o similare per me diventa fonte di necessità impellente e per il conto corrente fonte di ansia a mille 😀 )

E tu cosa ne pensi?