Avvicinarsi al mondo del vino

Eccoci al primo appuntamento a tema enologia, come vi avevo già anticipato ho intenzione di trattare diversi aspetti di questo mondo in una serie di post.

Non me ne vogliano gli esperti e anzi, accetto consigli e suggerimenti da chi ne sa più di me.

Se siete dei lettori affezionati avrete imparato a conoscermi un po’ e sapete che non sono capace di fare qualcosa senza approfondire, studiare e capire a fondo. Neanche di bere un bicchiere di vino. Sono una curiosa come una scimmia… (sappiate che con questa frase lancio un assist a mia sorella per una presa in giro che non finirà mai!)

Torniamo al nostro bicchiere di vino. Il metodo migliore in questo caso è quello del try&error che fortunatamente in questo ambito si traduce in assaggiare. Non potremmo mai capire la differenza tra vini diversi se non li assaggiamo. Non è un invito a tracannare vino come se non ci fosse un domani…le occasioni migliori sono le degustazioni guidate.

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Una vista della cantina di Rocca Sveva a Soave

Molte cantine le organizzano proponendo le loro punte di diamante e i prezzi sono generalmente contenuti. Perché preferire una degustazione guidata? Se non siamo abituati a fare degustazioni, una persona che conosce bene il prodotto in questione saprà spiegarci come conoscere e riconoscere i sapori e i profumi. Sembra semplice ma non è scontato.

Se la degustazione è accompagnata da una visita alla cantina con una bella spiegazione dei metodi di vinificazioni utilizzati ancora meglio. Si riuscirà a comprendere perché due vini che potrebbero sembrarci simili siano in realtà diversi al naso e al palato.

Se qualche vino tra quelli che degusterete vi piace particolarmente, segnatevelo: etichetta, anno, caratteristiche organolettiche…e perché no, portatevene a casa una bottiglia. Anche questo serve a fare esercizio 😉

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5 bicchieri per la degustazione guidata da Rocca Sveva

Spesso si sente dire che il vino di qualità è quello che costa. Non è vero, non serve spendere cifre esorbitanti per gustare una buona bottiglia di vino, anzi, molto spesso il prezzo condiziona il nostro giudizio (vi rimando al libro Le bugie nel carrello di Dario Bressanini). Poi io sono la prima a prediligere determinate etichette per alcuni vini e alla fine del post vi svelo il primo dei miei preferiti.

Un altro ottimo metodo è quello di provare ogni volta qualcosa di diverso, anche solo per l’aperitivo. Gli iscritti alla newsletter probabilmente si ricordano il mio monito riguardo lo spritz, e spero che abbiano seguito il consiglio di provare un buon bicchiere di vino come alternativa. Cerchiamo di resistere alle patatine e ai salatini e aspettiamo il vino, dedicandogli un po’ di tempo per “fare conoscenza”: aspetto, colore, profumi e sapori. Poi mangiate 😉

Una degustazione ben fatta con visita della cantina annessa che mi sento di consigliarvi quando passerete nel veronese è quella a Borgo Rocca Sveva a Soave (VR). Dopo l’introduzione e la visita guidata alla cantina e alle linee di imbottigliamento, si ha la possibilità di assaggiare 5 dei loro vini: uno spumante Equipe 5 Metodo Classico Millesimato Brut, un Soave Classico DOCG, un Valpolicella Ripasso Superiore DOC, un Amarone di Valpolicella Riserva DOC e un Recioto di Soave Classico DOCG. Noi avevamo approfittato di una Smartbox, ma si può fare su prenotazione al costo di circa 15 euro.

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Per rimanere in tema, vi dico che tra i miei preferiti rientra sicuramente questo Recioto di Soave DOCG Rocca Sveva. È stato il primo DOCG in Veneto e sebbene sia un nome molto conosciuto, deriva in realtà da un termine dialettale: “recia” che significa orecchio, e indica la parte del grappolo utilizzata per questo tipo di vino, quella più esterna, e quindi più matura e zuccherina. L’uvaggio è 100% Garganega, è un vino dolce, passito, di colore giallo dorato. Le note principali (almeno quelle che sento io) sono di frutta gialla, albicocche, miele e un fondo di mandorla, e la sua morte è con i cantucci, sia di mandorle sia di nocciole. Fidatevi.

Spero che questo primo appuntamento vi sia piaciuto…a presto!

Photography by M. @ Rocca Sveva, Soave VR

Fonte immagine di copertina

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16 Comments

  1. La curiosità è una buona cosa, specie se è supportata dalla voglia di capire davvero cosa si cela dietro alle cose ed il mondo del vino si presta meravigliosamente a questo scopo direi…
    Senza esagerazione ovvio, ma può riservare belle sorprese anche solo per conoscere altre persone appassionate, viticoltori, cantine nei dintorni e nuove etichette!
    Ora mi sento un po in colpa però, e pensare che fino a ieri io usavo i tappi di sughero per fare le decorazioni di natale 😭

  2. E’ proprio vero quello che dici sui costi, basta anche solo pensare al Barolo.
    Se lo compri in Piemonte, anche all’Esselunga, costa molto poco ed è di qualità.
    Magari vai in un ristorante un po’ più carino a Genova, la chiedi e… Magia…
    50€ e magari è pure di bassa qualità.

  3. Il mio moroso, quando al ristorante arriva il vino, ogni tanto mi dice: senti il sapore di mandorle (piuttosto che qualsiasi altra cosa)? E io puntualmente sento solo sapore di vino 😂 devo fare esercizio.
    Attendo altri post a tema! Così magari imparo qualcosa…

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