Plastica sì, plastica no

Qualche settimana fa ho letto su una rivista scientifica un articolo sul riciclo della plastica e ho pensato che nonostante questo tema mi sia molto caro per diversi motivi, non ve ne ho mai parlato più di tanto.

Se mi seguite da un po’ sapete che ogni tanto mi salta il matto e scrivo dei post che nulla hanno a che vedere con i temi classici e leggeri che tratto quotidianamente. L’ho fatto per l’olio di palma, per le candele, per la decrescita

Forse non sapete però che dietro ogni mia scelta quotidiana c’è un’attenzione alla salvaguardia dell’ambiente, anche se non sono una fondamentalista dell’ecobio ecc, per quel poco che si può fare. Così come non sapete che le materie plastiche sono il mio mondo, il mio lavoro, una delle costanti della mia vita negli ultimi anni.

E dato che questo articolo trattava l’argomento in modo abbastanza semplice, voglio condividere con voi alcune riflessioni.

L’argomento è spinoso e ho deciso di parlarne in due versioni, una più scientifica e seria, l’altra molto più ironica e colloquiale. A voi la scelta di quale leggere!

Versione seria e pseudoscientifica

Versione ironica e decisamente meno scientifica

Qualsiasi sia stata la vostra scelta, spero di avervi dato qualche spunto su cui riflettere.

A presto!

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10 Comments

  1. Ho letto entrambe le versioni, in quella seria avevo gli occhiali e una posa da finta intellettuale, nell’altra ho interpretato la Sig.ra Maria visto che anche io sono veneta 😀
    comunque che dire, hai ragione e condivido al 100% il tuo pensiero.
    Io stessa quando faccio delle scelte cosmetiche non mi limito al solo eco-bio, trovo delle alternative “accettabili” secondo i miei criteri perchè è impensabile di dire che la plastica fa male e poi comprare una splendida crema corpo da 30 € in un barattolo di vetro (ah signora Maria te ghe razon!) che arriva dalla Svezia…
    Sono una persona incredibilmente convinta nella potenza della via di mezzo.

    1. Coraggiosa! Sono felice di vedere che il post abbia dato i risultati sperati, e cioè far riflettere. Pure io sono convinta che la via di mezzo è quasi sempre la migliore alternativa, soprattutto nel caso della crema svedese 😉
      Grazie!

  2. bellissima la doppia versione, e meravigliosa la dialettale (mi sono anche immaginata le facce delle signore)!
    è vero, basterebbe usare la testa e il buon senso…e non solo in “scala personale”…
    (odio le borsine di mater-bi, che appena ci metti dentro una bustina un po’ tagliente si “sbragano” in lungo e in largo….per non parlare poi di quelle che si auto-estinguono….tutte belle piegate magari in fondo al baule della macchina, apri e voilà, carnevale in luglio!)

E tu cosa ne pensi?