Candele e sicurezza #2

Dopo l’introduzione, chilometrica lo so ma necessaria, sulle candele, la loro produzione e le materie prime utilizzate, apriamo una parentesi, altrettanto chilometrica, riguardo le certificazioni. Qualcosa ve l’ho già accennato ma è meglio chiarire…

Nozioni di base: una certificazione è un documento, rilasciato da un organo di controllo terzo, attestante il rispetto di determinate norme o protocolli in un determinato ambito.

Come entrano in gioco le certificazioni nel campo delle candele?

Le cere: diffidate da chi vi dice che le loro cere sono certificate per uso alimentare. La certificazione per uso alimentare è soggetta ad ispezioni FDA (Food and Drug Administration) o al suo corrispettivo europeo EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare). Se la cera è certificata, lo deve essere tutto il processo produttivo. Questo vale per i prodotti farmaceutici ma è quasi impossibile per un produttore di candele. Si può definire una cera di grado alimentare ma non si può dire che una cera sia certificata per uso alimentare.

Le profumazioni: qualcuno vi può dire che le sue profumazioni sono certificate IFRA. L’IFRA (International Fragrance Association) non è un ente certificatore, ma un’associazione appunto, che ha stilato protocolli stringenti sulla sicurezza delle fragranze in tutto il mondo. Le società che fanno parte di questa associazione devono rispettare i protocolli. Quasi tutti i produttori europei di candele utilizzano fragranze che rispondono ai protocolli IFRA, ai quali l’associazione rilascia un certificato di conformità agli standard IFRA:

We certify that the above compound is in compliance with the Standards of the International Fragrance Association…

Coloranti e stoppini: come per le fragranze c’è chi vi dirà che le sue materie prime sono certificate…in alcuni casi ho letto anche “certificati REACH”. Allo stesso modo io vi potrei dire che quello che esce da un’azienda petrolchimica è certificato REACH. Falso. Il REACH è un regolamento (Registration, Evalutation and Authorization of Chemicals), che impone la registrazione, la valutazione e l’autorizzazione in modo univoco di ogni sostanza o preparato prodotto o importato nell’UE. Non è una certificazione.

Esistono poi tre norme emanate dall’UNI (conoscete tutti la norma UNI EN ISO 9001 sulla qualità, no?) riguardanti le candele:

UNI EN 15493: norma la sicurezza delle candele per l’uso in locali chiusi. Analizza la stabilità e l’altezza della fiamma, l’autoestinzione a fine processo ecc…in sostanza mira a ridurre al minimo il rischio d’incendio.

UNI EN 15494: è la norma più importante per noi consumatori. Indica come devono essere fatte le etichette di sicurezza applicate alle candele. Vi siete mai chiesti perché su ogni candela c’è un etichetta con alcune informazioni riguardo la sicurezza (i pittogrammi)? Perché esiste questa norma che obbliga il produttore a inserire queste informazioni sui prodotti. Oltre a questo norma alcune informazioni che si possono inserire volontariamente come per esempio la distanza da lasciare tra varie candele, non esporre le candele a correnti d’aria, non soffiarci sopra ecc.

UNI EN 15426: è la terza ed ultima norma riguardante le candele. Interessa più il produttore e riguarda i metodi di prova per la valutazione dell’indice di fuliggine delle candele. Anche in questo caso è una norma che riguarda la sicurezza del prodotto.

L’unica certificazione specifica per candele è la certificazione RAL, un riconoscimento ufficiale della qualità delle candele. È stato il primo in questo campo ma è ritenuto dall’associazione dei produttori una certificazione superata e non più attuale perché considera soltanto la qualità delle materie prime e non il processo di combustione, oltre a non considerare altri nuovi prodotti utilizzati per la fabbricazione delle candele.

Ma oltre a tutte queste norme e protocolli, come facciamo a essere sicuri che quello che stiamo bruciando nelle nostre case non sia nocivo per la nostra salute? Uno studio dell’ente TÜV ha dimostrato che solo in un ambiente chiuso, senza ricambio di aria per 4 ore con 30 candele accese, con elevate dosi di profumo e coloranti, è stato possibile rilevare tracce di composti comunemente noti per essere tossici e dannosi come furani e diossine policlorurate, ma in ogni caso in concentrazioni pari al limite massimo di sicurezza imposto nei luoghi di lavoro. Credo si faccia riferimento al TLV-TWA (Treshold Limit Value – Time Weighted Average), cioè alla concentrazione limite di una sostanza a cui una persona può essere esposta per 8 ore/giorno per 40 ore/settimana senza riportare alcun danno. Ma non ne ho la certezza assoluta.

Per mettervi il cuore in pace vi riporto i dati di un altro studio che compara la combustione di 600g di candele con cera d’api, paraffina e stearina rispetto al fumo di una sigaretta in una stanza senza ricambio di aria:

Paraffina

Cera d’api

Stearina

Sigarette

Formaldeide

170

56

44

600000

Acroleina

1.2

1.2

64

25000

Benzo-α-pirene

0.12

0.24

0.12

3500

I dati sono in ng/m³, cioè per ogni metro cubo di aria ci sono al massimo 0.00000017 g di formaldeide dopo aver bruciato 600 g di candela (pari ad un’intera giara grande delle Yankee Candle per intenderci) e senza mai aver aperto la finestra. Se fumate una sigaretta nella stessa stanza ci saranno 0.0006 g della stessa sostanza. Parliamone.

Quello che voglio dirvi con tutte queste certificazioni e questi numeri è usate la testa. Informatevi e osservate. Una candela è di buona qualità quando brucia bene senza fare fumo nero visibile sulla sommità della fiamma, quando la cera si consuma in modo uniforme, quando in assenza di correnti la fiamma è stabile. E soprattutto, non acquistate MAI candele che non riportino sull’etichetta i pittogrammi e le istruzioni per la sicurezza durante l’utilizzo (spesso le trovate sul fondo delle candele).

Poi ognuno fa le scelte che ritiene più opportune, esistono moltissime persone che realizzano a mano bellissime candele con materiali di origine naturale e profumi ottenuti da miscele di oli essenziali, così come esistono aziende che utilizzano materiali di ottima qualità per produrre candele altrettanto ottime. Ognuno scelga come meglio creda. Io vi ho solo voluto dare tutte le informazioni necessarie per scegliere in modo consapevole.

Sapete come la penso, non rinnego il mio background, ma sono felice di essere una persona curiosa, che si informa, e di trasmettervi le informazioni in modo trasparente. Come sempre in fondo al post vi lascio tutti i riferimenti su cui ho basato questo scritto e quello precedente in modo che possiate verificarli. Vi lascio anche altri link perché mi rendo conto che chi non è “del settore” può non avere ben chiaro ogni termine, sigla ecc…

Un caro abbraccio!

A presto!


Link utili
Articoli di riferimento: 123
Sito ufficiale RAL
ACI Associazione Cerai d’Italia
Lista dei produttori italiani associati ACI
Le norme UNI EN sulle candele
Treshold Limit Value TLV

8 Comments

  1. Pingback: Idee per la tavola di Natale in bianco con tocchi d’oro | vitaincasa

  2. sei davvero una miniera di informazioni, fra l’altro utilissime, grazie!
    mi piace soprattutto il fatto che cerchi di spiegare in termini semplici cose abbastanza complicate, in modo da portarle alla comprensione di tutti, senza che veniamo spaventati da termini troppo tecnici e misteriosi!

    1. Questo genere di post si porta sempre dietro un sacco di lavoro perché mi piace fare le cose per bene, e poi imparo anch’io un sacco di cose nuove!
      Sono contenta che ti sia piaciuto e che tu l’abbia trovato utile!

E tu cosa ne pensi?