Il nostro viaggio di nozze tra i parchi USA – parte 2

Ci eravamo lasciati al Walmart di Page (Arizona)…pessimo posto in cui darsi appuntamento, potreste perdervi! Riprendo subito il diario di viaggio, bando alle ciance!

È d’obbligo un brevissimo riassunto della puntata precedente a beneficio di chi se la fosse persa (leggila qui!): Volo Milano-Newark-Las Vegas, poi di corsa al Grand Canyon, un giro in elicottero, di corsa alla Monument Valley, un tentativo di fuga verso il nulla fino a Muley Point, poi Horseshoe bend e una cena al ristorante messicano di Page. Ah, e la gita al Walmart, dimenticavo 🙂

Siamo al 5° giorno di viaggio e ormai ci siamo abituati al fuso orario, o almeno questo crediamo. La mattina avevamo prenotato una visita guidata per Upper Anthelope Canyon, che sarà ricordata come “No sky!” da leggersi “No scaaaaiiiiiiiiiiiiiiii!” poiché tra i vari consigli e le spiegazioni, la guida ci aveva dato anche qualche dritta per le foto…

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La resa fotografica è incredibile, molto più suggestiva che non vederla dal vivo. Anthelope Canyon è costituito da due canyon separati, Upper e Lower. L’Upper è visitabile su prenotazione (se non erro), mentre il Lower prevede un ingresso ogni ora/mezzora in gruppi senza bisogno di prenotazione. IMG_0506Sono due canyon scavati nella roccia dall’acqua e dal vento che gli hanno conferito nel tempo la caratteristica striatura a onde. In caso di pioggia il Lower non è sempre visitabile, causa allagamenti. Vi consiglio di non prenotare la visita fotografica per il lower, l’unica che autorizza l’ingresso con cavalletti, poiché entrerete 10 minuti prima del gruppo ma poi il gruppo vi raggiungerà e avrete sempre gente in mezzo alle vostre foto. Tanto vale pagare il biglietto standard e non usare il cavalletto. In ogni caso, aggirarsi tra quelle rocce è veramente strano, i colori sono molto diversi da quelli a cui siamo abituati e  dopo un po’ inizierete anche voi a vedere strane figure nei tratti lasciati dall’acqua e dal vento sulle rocce!E_IMG_0890

Per pranzo siamo andati a Lake Powell, un lago dalla forma stranissima, pieno di ramificazioni e dai colori affascinanti! Il contrasto tra il blu dell’acqua e il rosso delle rocce è bellissimo! Noi abbiamo solo fatto una breve passeggiata perché i tempi erano stretti, ma c’è la possibilità di una visita in barca di circa una giornata.
Dopo aver pranzato ed esserci litigati un cheesecake (M. liberava il dolce dall’eccesso di panna e io mangiavo man mano che si liberava, finché non si è accorto che l’avrei mangiato tutto io!) siamo ripartiti alla volta di Bryce Canyon.IMG_0690

Lungo la strada ci siamo fermati nel meraviglioso Coral Pink Sand Dunes State Park. No, non era meraviglioso. O meglio, se avete un quad vi divertirete un mondo, altrimenti vi riempirete solo di sabbia arrancando su e giù per le dune, come abbiamo fatto noi…non ci ha entusiasmato più di tanto, e non è rosa per davvero!
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Riprendiamo la strada per Bryce e il termometro si abbassa sempre di più! Arriviamo a Bryce all’ora di cena, un po’ infreddoliti e cerchiamo di cenare. Non ho un bel ricordo della prima notte a Bryce, perché stavo poco bene, un po’ di febbre e zero appetito…ma nulla che non fosse risolvibile con un bagno caldo e una bella dormita. Se poi il Best Western ha anche la Jacuzzi nelle stanze…
IMG_0847_M1La mattina il termometro dell’auto segnava 3°C: Aiutoooo!!! Per fortuna è uscito il sole e le temperature sono diventate molto più gradevoli…ci siamo avventurati nel parco seguendo il trail più semplice, quello da 3 ore circa che ci ha fatto attraversare i punti più noti del parco. Poi con l’auto abbiamo raggiunto tutti i view point segnati sulla guida, accompagnati da scoiattoli e strani uccelli con fare minaccioso. La guida che avevamo era quella distribuita gratuitamente all’ingresso del parco negli uffici dei rangers. Proprio lì abbiamo preso il nostro compagno di viaggio, donando 30$ per la salvaguardia di una specie in via di estinzione: lo Utah Prairie Dog (cane della prateria dello Utah). Riceverete un peluche e un certificato di adozione dove i ranger scriveranno il vostro nome e il nome che avete scelto per il vostro cane della prateria. Carinissimo!IMG_0827_M1

La mattina seguente siamo ripartiti per porre fine alle mete naturalistiche di questo viaggio e tornare nel caos e nelle luci di Las Vegas. Potevamo non fermarci lungo la strada? Giammai! Dopo aver pranzato nel parcheggio di un supermercato (era domenica e non abbiamo trovato un posto aperto per mangiare) uno yogurt e della frutta, siamo arrivati nella Valley of Fire. Di nome e di fatto. Vi ricordo che a Bryce c’erano 3°C…lì 30°C. Ecco.IMG_0881_M1

Anche nella Valley of Fire è possibile fare qualche escursione a piedi, ma non era previsto che ci fermassimo e quindi abbiamo fatto solo un breve giro in auto. Giunti finalmente a Las Vegas, scaricati i bagagli all’Excalibur, abbiamo iniziato a girare per la città. L’Excalibur è un hotel a forma di castello medievale, tipo Mago Merlino & co…molto in stile cartone animato. Cosa c’è da vedere a Las Vegas vi chiederete…e infatti, me lo chiedevo anch’io. Gli hotel.IMG_0980_M1
A Las Vegas, se non siete fan di casinò, si visitano gli hotel. Vi racconto in breve: ogni hotel ha il suo casinò, accessibile a chiunque, come il ristorante. Chiunque può entrare, giocare, cenare e uscire. Ogni hotel è a tema: c’è il Venice, con la riproduzione del Canal Grande, il Flamingo con il giardino pieno di fenicotteri (veri!), il NewYork NewYork con le montagne russe sulla facciata (ci si può salire…), il Bellagio, famoso per la sua fontana danzante e reso ancora più famoso dal film Ocean’s Eleven, e via così. IMG_0961_M1Attenzione però, potete fotografare tutto quello che vi pare, fenicotteri compresi, ma non azzardatevi a fotografare la sala del casinò, i tavoli, le persone ai tavoli perché vi possono sequestrare la macchina fotografica. È vietatissimo.

Ci siamo fermati anche noi a giocare ad un tavolo della roulette nel nostro albergo. Per precauzione avevamo in tasca solo 20$, quello che avevamo deciso di giocare. Con un po’ di fortuna abbiamo giocato un’oretta buona…e mentre sei al tavolo da gioco puoi ordinare da bere gratis. Ho voluto provare a buttare 10 cent nella slot machine, e ovviamente ho perso, soprattutto perché non ho capito come funzionava, ma ci avevo buttato 10 cent apposta.

Ora viene il bello, l’ultimo giorno…un intero giorno al Las Vegas North Premium Outlets! Las Vegas ha due Outlet vicini, il North e il South, io vi consiglio il primo, ha più marchi europei rispetto all’altro ed è molto vicino alla città. Ci siamo rifatti il guardaroba entrambi. Vi ho già dato qualche dritta sullo shopping negli Stati Uniti in questo post, se avete qualche curiosità lasciatemi pure un commento.

Ahimè, terminato lo shopping viene il momento di partire…ma la vacanza per noi non era finita, fortunatamente! Spero che questi post con il nostro diario di viaggio nei parchi degli USA vi siano piaciuti e di avervi strappato un sorriso con le nostre disavventure. A breve pubblicherò anche la terza e ultima parte del nostro viaggio di nozze, che ci ha visti in compagnia di gente sorridente, iguane e mare cristallino…curiosi?

A presto!

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10 Comments

  1. Pingback: Il nostro viaggio di nozze – parte 3 – ideepensharing

  2. Il Bryce e l’Anthilope sono meravigliosi! Mi dispiace non esserci stata!
    Alla fine noi abbiamo fatto soltanto la Death Valley e abbiamo preferito girarci le città avendo solo 10 giorni a disposizione.
    Mi mangio le mani per non essermi fermata all’outlet a Las Vegas 🙁

E tu cosa ne pensi?