Una seconda vita dopo il metodo Konmari

cosa fare di tutto quello che abbiamo eliminato con il metodo Konmari?

Mentre proseguivo il mio percorso nel #konmaritunnel mi domandavo cosa fare di tutto quello che stavo eliminando. Oltre a qualche pezzo irrecuperabile c’erano molti oggetti e vestiti ancora in ottimo stato. Non potevo buttarli.
Lo scopo di questo post non è raccontarvi che fine hanno fatto i miei vestiti e le mie borse, ma di mostrarvi qualche soluzione più o meno intelligente.

Soluzione 1: i bidoni della Caritas/Humana/altro. Facile e indolore. Che fine facciano quei capi non è dato saperlo con certezza.raccolta-indumenti-acqui

Soluzione 2: selezioniamo i capi davvero in buono stato e dividiamoli in stagioni (estate-inverno). Sicuramente nel nostro quartiere/città c’è un’associazione che raccoglie gli indumenti usati e li dona a persone bisognose.

Soluzione 3: se abbiamo tempo possiamo provare a venderli. O tramite un mercatino dell’usato o tramite il web. Io mi trovo bene con Subito.it, l’annuncio rimane pubblicato gratuitamente per 2 mesi, l’indirizzo email e il numero di telefono non vengono mostrati e potrete anche accordarvi per il ritiro di persona. Nel caso vendiate sul web vi consiglio di scegliere solo alcuni pezzi. Vanno forte le scarpe e le borse firmate…ma non demordete, si vende di tutto!vendutoLogo

Soluzione 4: periodicamente Intimissimi attiva una campagna di riciclo degli indumenti usati che permette di ottenere uno sconto (cumulabile) su un nuovo acquisto portando in negozio biancheria utilizzata di qualsiasi marchio. Per il 2015 l’iniziativa è attiva fino a fine anno ma, dato che la ripropongono periodicamente, credo che con l’inizio del 2016 riprenderà. Non accumulate biancheria fino a quel momento però 😉

Se avete altre soluzioni lasciatele pure nei commenti…Ovviamente se avete sorelle, figlie, mamme, amiche che hanno gusti simili ai vostri e sapete che qualcosa può far piacere mostrateglielo, ma selezionate accuratamente. Le case altrui non sono i nostri bidoni della spazzatura! 😉

A presto!

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29 Comments

  1. Personalmente lo dò a 2 famiglie di donne sole ,madre e figlia di 14 anni e madre con 2 figlie sui 20 anni. Hanno abbastanza per mangiare e avere un tetto sulla testa ma non possono nemmeno comprare una giacca per l’inverno. Sono state felice come una bambina quando le ho incontrate ieri al supermercato con i miei abiti! Se ti interessa a bussolengo ritirano abiti usati…t danno una miseria ma so che una mia collega ci andava!

  2. ciao cara! spesso tra cognate osserviamo i capi che non mettiamo più, che magari una di noi invece sa dare nuova vita a qualcosa che a noi non piace più.
    altrimenti ho una famiglia a cui dare le cose in buono stato che le distribuisce…

  3. Primo scambio tra sorelle, poi tra colleghe, tra amiche invece solo accessori (borse, foulard, bigiotteria) perchè abbiamo taglie diversissime. Vestiti dei ragazzi ad altri bimbi più piccoli. Poi io sono rimasta molto affezionata ad una signora ucraina che veniva a fare le pulizie e che fa la badante, e tutto quello che resta glielo giro pari pari e lei ne è ben felice, quello che non usa lo spedisce a casa.
    Ultima spiaggia è la Caritas, che però….ho scoperto che rivende tutto a un euro….ok…non è un cifrone, ma non dovrebbe essere beneficienza?? i cassonetti Humana o simili no, perchè puntualmente vengono svuotati e saccheggiati e lasciati aperti e con tutta la roba sparsa intorno…..(che tristezza). Nella spazzatura finiscono invece l’intimo e le cose più rovinate, se dovessi andare a consegnare da Intimissimi o simili spenderei più di viaggio che di “rientro” e poi sarei vincolata ad acquistare di nuovo…..meglio evitare, mi conosco troppo bene!
    Qui in zona stanno diventanto frequenti anche le “Feste del baratto”, dove tu porti tot cose, per ogni cosa (anche oggetti, purchè riutilizzabili) ti viene dato un bigliettino, e con questo bigliettino puoi (se vuoi) prendere a tua volta qualcosa se ti serve. Interessanti per libri, riviste, dvd, e anche accessori per la casa che magari nessuno usa più.

    1. Le feste del baratto sembrano davvero carine io non credo di averne mai viste! Da piccoli ci scambiavamo i vestiti con un’altra famiglia che aveva 3 figli e noi che siamo in 4 ci incastravamo alla perfezione con l’età!

      1. io ho partecipato ad un paio sia dove abito sia in un paese vicino (qui li organizzano i comuni “in transizione”), è una bella atmosfera, ci sono tante famiglie coi bimbi, avevo portato – un po’ dubbiosa – alcuni smalti usati una volta sola e mai più aperti e che mi scocciava buttare, e anche alcuni campioncini di creme e bagnischiuma nuovi che proprio non mi ispiravano….fulminati in un secondo! le ragazzine erano entusiaste!

    1. Vendere su canali sicuri come ebay o subito.it è facile, io ho venduto una borsa e ho aspettato il pagamento per spedire. chiaro che bisogna essere onesti…esistono anche siti per i baratti ma non mi hanno convinto e funzionano solo per cose di marca.

  4. Io opto per la beneficienza per i capi in disuso miei e di mio marito.
    Con quelli di Mattia mi diventa più difficile per un legame affettivo,a dovrei iniziare perché non ho più posto. L’unico timore è che essendo semi nuovi, la Chiesa o la Caritas possano darli a chi in realtà non ha estremo bisogno e la cosa mi urterebbe.

    1. Il dubbio e’ sempre quello, che fine fanno? Fortunatamente l’associazione a cui ho dato i miei vestiti so che li distribuisce alle famiglie del quartiere che hanno bisogno…per i bambini so che esistono dei negozi che fanno compravendita di abiti usati apposta per i bambini che cambiano velocemente taglia. Prova a vedere se c’e’ qualcosa dalle tue parti…

  5. Pingback: Marie Kondo – 1 anno dopo | ideepensharing

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