Agenda: odi et amo

Alla fine di ogni anno, puntualmente intorno al 15 dicembre, mi rendo conto di dover comprare un’agenda nuova per l’anno successivo.

Gli impegni e gli appuntamenti nel frattempo vengono scritti tutti sulla pagina del 3 gennaio, una delle ultime libere, se non addirittura nello spazio dedicato alla rubrica telefonica. Alzi la mano a chi non capita. Non ci credo…

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Ebbene, qual è il problema? Nessuno. Se non fosse che io aborro le agende enormi, con i ricambi, piene di fogli e foglietti, post-it e quant’altro. Avrete intuito che non sono una filofax&co addicted. Non riesco infatti a capire a cosa possa mai servire avere un’agenda così tanto grande e piena di fogli, a maggior ragione nell’era degli smartphone e delle app, dei google calendars…Facciamo però un passo indietro. A cosa mi serve un’agenda?

A me serve per segnare gli impegni, tipo il dentista, la scadenza dell’assicurazione della macchina, quando pagare il bollo, le ferie, le prove del coro, le cene con gli amici. Oltre a questo di solito segno i numeri dei vari medici (medico di base, dentista, oculista, ginecologa ecc…) e del proprietario di casa, che ti servono sempre quando il telefono è scarico.

Il massimo della fantasia può essere un post-it con l’elenco delle cose che vorrei acquistare durante l’anno. Sono in genere 5-6, e possono variare da una giacca a un paio di scarpe, una borsa piuttosto che un vaso particolare. Sono quindi gli acquisti mirati, quelli per cui sono disposta a spendere un po’ di più perché li ritengo molto utili, per esempio per abbinarli in diversi outfit se si tratta di capi di abbigliamento, o per arredare quell’angolino di casa come ho sempre sognato.

Un’altra necessità, sorta da poco in realtà, è appuntarmi le idee per i post da scrtivere sul blog. Quindi avrò bisogno di una sezione di pagine vuote, da usare come blocco note.

Altra caratteristica fondamentale della mia agenda è il minimo ingombro con la massima ampiezza della pagina. Vuol dire che sebbene abbia bisogno di pagine abbastanza ampie per poterci scrivere in modo agevole, e magari avendo sott’occhio l’intera settimana, l’ingombro finale non deve essere maggiore di 15x10x2, a spanne. Questo perché l’agenda io la tengo in borsa e me la porto sempre dietro. Già le borse di noi donne pesano dei quintali, se posso fare a meno di aggiungere peso inutile è tutto di guadagnato.

Di conseguenza sono escluse tutte le agende con i ricambi che di solito hanno un “guscio” esterno rigido e ingombrante. Sono escluse anche le Moleskine, perché cari miei, saranno belle e dal gusto retrò, però 20 euro per un quadernino, francamente…Diciamo che la cifra massima che sono disposta a spendere si aggira intorno ai 10 euro.

L’anno scorso avevo ripiegato su un’agenda molto banale trovata da Auchan. Aveva un rivestimento esterno in plastica nero e l’interno era in buona sostanza un quadernino 10×15. Gli avevo aggiunto un nastrino per segnare le pagine ed ecco fatto. Quest’anno invece mi è venuta in soccorso una collega, che mi ha dato un’agenda aziendale delle stesse dimensioni. Il plus rispetto a quella dell’anno scorso è il rivestimento in pelle giallo e degli scomparti interni come portatessere. Anche in questo caso l’ingombro è minimo e i requisiti fondamentali sono rispettati.

la mia agenda
la mia agenda

Avete anche voi gli stessi patemi d’animo per l’agenda che ho io o siete fan di filofax? Sono aperta a suggerimenti per l’anno prossimo…meglio prendersi per tempo no?

A presto!

2 Comments

  1. Pingback: Come organizzo l’agenda – ideepensharing

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